Tolkien e politica
Subject: Tolkien e politica (was
Tolkien scrittore fascista!)
From: thewalru@freemail.it (T.H.E. Walrus)
mysthara@elenet.it (news.it.net) wrote in 8cf9o1$2vf$1@news.IT.net:
>Ad esempio io sono Apolitico.... e allora?
>Ma perchè dovete sempre, e dico SEMPRE, rapportare una
creazione
>artistica a quella cazzo di politica!
mah, questo secondo me e' legittimo (e in topic) al momento in cui si discute delle concezioni politiche -- che son cosa un tantinello piu' ampia e culturalmente significativa delle diatribe da campagna elettorale -- dell'autore, e del loro influsso sulla sua opera.
e tolkien non e' affatto apolitico, nemmeno nel senso piu' immediato del termine. basti pensare, nel finale del SDA, all'esplicita satira sociale che caratterizza la descrizione di quel che e' successo alla Contea dopo che e' caduta in potere di Saruman
tuttavia, essendo tolkien quel grande artista che e', ha sufficiente sensibilita' e spessore creativo da lasciare nell'indeterminatezza buona parte delle sue idee, senza che esse prevalgano in maniera didascalica, o tantomeno propagandistica, sull'invenzione fantastica.
quindi avrebbe poco senso cercare di "rivendicare" tolkien come appartenente a questa o a quella fazione politica, operazione che ognuno potrebbe tentare sottolineando questo o quell'aspetto della sua opera. ad esempio io potrei sottolineare le caratteristiche libertarie di una serie di concetti tolkieniani, dalla concezione del potere assolutistico come qualcosa di intrinsecamente malvagio che corrompe in modo assoluto, alla sua visione del rapporto uomo\natura. altri potrebbero sottolineare il modo in cui tolkien vede legge, ordine e immutabilita' delle relazioni sociali come valori assoluti e direi quasi sacrali (il re che deve ritornare per salvare il mondo e' innanzitutto colui che da'\ripristina le antiche leggi) come un qualcosa che fa di tolkien un conservatore.
ma d'altra parte, tolkien sa bene che nei momenti di crisi il rispetto acritico della tradizione e delle antiche norme puo' non essere sufficiente: vedi la questione dei servitori di Denethor e il problema dell'obbedienza ad un ordine ingiusto: ognuno deve scoprire *da solo* cosa e' giusto, quando arriva il momento, non basta l'obbedienza all'autorita' costituita... e questo e' un altro dei motivi ricorrenti del signore degli anelli che mal si attaglia all'idea di un tolkien meramente conservatore se non fascista.
quindi, discutere del tolkien politico avrebbe nessun senso e poco interesse, se in qualche modo si volesse ricondurre questa discussione a una politica da campagna elettorale. molto piu' interessante e' invece accorgersi che tolkien e' (per cultura e sensibilita' prima ancora che per politica) un grande "reazionario", nel senso piu' alto (sarei quasi tentato di dire nobile) del termine. il suo odio per la civilta' dei consumi e delle macchine e' evidente, come il suo anelito espressivo ad una realta' altra da quella contemporanea. per lui macchinari e meccanismi sono roba da orchetti. la stessa scienza e' negativa (si pensi del resto che all'epoca la scoperta della bomba atomica e' recentissima e sconvolgente). e' proprio l'eccesso di curiosita' scientifica e di razionalismo che sta alla base della caduta di Saruman: "chi comincia a rompere qualcosa per vedere come e' fatta, ha abbandonato la via della saggezza", dice Gandalf a Saruman che si e' accorto (giustamente, dal punto di vista scientifico) che il bianco puo' essere decomposto in una serie di altri colori.
ancora piu' evidente e' il suo odio per la letteratura "impegnata", o per meglio dire verso chi gli rimprovera una mancanza di "impegno": "la mia evasione e' la sacrosanta fuga del prigioniero", gli risponde Tolkien in Albero e Foglia. E, soprattutto, (perche' in questa frase c'e' "in nuce" l'intera sua concezione artistica) per Tolkien la fiaba si occupa di cose eterne e non contingenti, del lampo e non dei lampioni elettrici...quindi, il reazionarismo di tolkien e' soprattutto critica e presa di distanza da quelli che gli appaiono come gli aspetti piu' degradati e volgari della societa' e della cultura che lo circondano. e combatte il "modernismo" (cfr, la sua ironica polemica contro quei colleghi che vedevano nella costruzione di un'autostrada per accedere all'universita' un'occasione per essere piu' vicini allo "spirito dei tempi") che gli sembra il cedimento di quella che dovrebbe essere una cultura piu' alta a questi aspetti ma poiche' la sua critica e' tale da investire ogni aspetto della societa' contemporanea, e dello stesso capitalismo, che tolkien non ama affatto, proprio per questo motivo essa non e' solo patrimonio della "destra", ma e' patrimonio di chiunque voglia combattere l'assurdita', l'alienazione, la sottomissione alla logica senza anima e senza cuore del profitto, la supina acquiescenza al traquillo conformismo, la distruzione della natura e la perdita' di individualita' e il livellamento delle diversita' che la caratterizzano. il messaggio politico di tolkien e' aperto e comprensibile solo a chi sa sognare senza rassegnarsi all'esistente, e ognuno potra' farne l'uso che riterra' piu' opportuno.
T.H.E. Walrus
Subject: Re: Tolkien e politica
(was Tolkien scrittore fascista!)
From: FaSer the.mentor@whitehouse.net
Il giorno 6 Apr 2000 13:54:37 GMT, thewalru@freemail.it
(T.H.E.Walrus) scrisse:
>quindi avrebbe poco senso cercare di
"rivendicare" tolkien come appartenente
> a questa o a quella fazione politica, operazione che ognuno
potrebbe tentare
> sottolineando questo o quell'aspetto della sua opera. ad
esempio io potrei
> sottolineare le caratteristiche
Prima di tutto complimenti per l'ottimo post, veramente ben scritto. Vorrei solo completare dicendo che la destra italiana, secondo me, ha cercato di appropriarsi di Tolkien in maniera inconsapevole. La destra degli anni '70, o meglio la Nuova Destra ed in parte anche la Destra Radicale, avevano la necessità di un libro che potesse vagamente richiamare determinate idee come quelle di Comunità, Mito e Tradizione, senza doversi rifare sempre all'indigeribile Evola. Trovarono parte di queste idee in Tolkien probabilmente senza sapereche negli USA era stato, come ha giustamente scritto qualcuno, la bibbia degli hippy. Quando poi furono organizzati i primi campi Hobbit, gli intellettuali di sinistra scoprirono l'esistenza di Tolkien e più che altro per reazione lo etichettarono come fascista. Questa etichetta è rimasta attaccata a Tolkien per molto tempo, semplicemente perchè da parte della sinistra c'era un disinteresse verso il genere fantasy, considerato sommariamente come reazionario. Se poi Tolkien come persona fosse di destra o meno non mi pare di grande rilievo perchè non intaccherebbe minimamente la sua opera. Quanti libri che abbiamo amato, abbiamo in seguito scoperto essere scritti da autori politicamente o moralmente lontani dalle nostre posizioni? Questo ci ha forse fatto rimpiangere il tempo passato a sognare e pensare sulle loro opere?
>ama affatto, proprio per questo motivo essa non e' solo
patrimonio
>della "destra", ma e' patrimonio di chiunque voglia
combattere
>l'assurdita', l'alienazione, la sottomissione alla logica
senza anima
>e senza cuore del profitto, la supina acquiescenza al
traquillo
>conformismo, la distruzione della natura e la perdita' di
Scusami l'OT, ma lo si deve al fatto che parte della sinistra e
della destra anti-sistema hanno più punti di contatto che di
contrasto.
Faser